Tra i più importanti discografici italiani, Stefano Senardi è - nella fauna selvaggia musicale - l’uomo che fa la differenza. Dal pop all’underground, il suo giudizio è come l’apparizione di una stella cadente: illumina, sorprende e infonde speranze, nel buio che connota non solo la musica, ma anche la critica italiana. Componente della giuria della prima edizione del BMA - Bologna Musica d’Autore - lo abbiamo incontrato per saperne di più.

Acuto talent scout e punto di riferimento nella scena musicale, la tua carriera comincia negli anni ’80. Cosa pensi del cantautorato di oggi e in generale della musica che viene prodotta?

Nell’ultimo anno e mezzo, secondo me, abbiamo assistito a una vera e propria rinascita. Posso affermare che, dopo tanto tempo e precisamente in seguito all’ondata della grande canzone d’autore degli anni ’70 - quella partorita dalle penne di Lucio Dalla, Francesco De Gregori, Paolo Conte, Francesco Guccini e tutti gli altri. - esiste una nuova scena italiana. Prima di arrivare a questo però, ci sono stati dei momenti segnati da una situazione di stallo, dovuto probabilmente a un certo periodo storico - politico - culturale che ha colpito più settori. Oggi, dopo tutto il caos scatenato dal boom degli eroi e delle eroine dei talent - che sono soprattutto interpreti -, abbiamo di nuovo giovanissimi autori, i quali scrivono e cantano e talvolta vengono notati anche da un paio di etichette intelligenti. Tra gli artisti che mi piacciono, attualmente ci sono Calcutta, Cosmo, Thegiornalisti, Levante, senza dimenticarmi del rap di Fabri Fibra, Salmo, e di pochi altri.

Cosa ne pensi del BMA?

È un bel e buon momento per fare questo concorso: il fermento genera fermento e mi infonde un entusiasmo diverso. Riesco a guardare più in là rispetto a un paio di anni fa. I giovani mi rincuorano. Sono favorevole al BMA poiché sono favorevole a tutte le iniziative che offrono l’opportunità a chiunque voglia intraprendere il percorso musicale. Se le intenzioni sono buone, ogni situazione è e sarà positiva.

Quali caratteristiche deve avere un giovane artista per poter emergere?

Per emergere, bisogna essere credibili, coerenti e soprattutto unici. La credibilità e l’originalità danno la possibilità di distinguersi dagli altri. La coerenza offre l’opportunità di mantenere un successo che magari si ha acquisito. Senza queste cose, si va poco lontano. Anche se si è dotati di una bella voce.

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