Manca ormai solo una settimana alle semifinali di BMA che si terranno lunedì 24 e martedì 25 luglio presso gli studi di Fonoprint. Iniziamo pertanto a presentarvi alcuni dei giurati che avranno l’onere e l’onore di decretare i nomi degli otto finalisti del festival. Oggi parliamo con Roberto Razzini Managing Director di Warner Chappell Music Italiana.

Ci puoi parlare un po' del panorama musicale italiano con particolare riferimento ai cantautori?

Il panorama musicale italiano oggi credo che riesca ad esprimere maggiori diversità rispetto, ad esempio, ad una decina di anni fa, quando l’omologazione derivante dai talent televisivi, dettava le regole del mercato degli artisti esordienti. Peraltro questi sono format che, per le loro caratteristiche, offrono visibilità e un’opportunità commerciale prevalentemente ad interpreti.
In questo ultimo paio d’anni, l’offerta musicale è tornata ad allargarsi, ridando voce e spazio a proposte artistiche meno omologate e stereotipate, come quella offerte dai contenitori televisivi, e tornando a dare spazio ad un genere musicale più legato alla musica d’autore.
Quindi maggior ricerca nei contenuti, soprattutto nei testi e nelle sonorità, con artisti e band con un background vero, reale, basato su tanta musica concepita in sala prove e suonata in giro, per locali e club; cresciuta quindi dal basso.
Questa ritrovata tendenza, ha permesso l’emersione e il consolidamento, sul mercato, di artisti e gruppi con radici “indie” alle spalle, quali: Brunori Sas, Dente, Calibro 35, Ermal Meta, The Giornalisti, Calcutta, Perturbazione, Levante, Giulia Anania, Colapesce, Le Luci della Centrale Elettrica, Francesco Gabbani, Mannarino, Zibba, Niccolò Carnesi, Lo Stato Sociale solo per citarne alcuni.
C’è poi un filone molto prolifico che si sta consolidando nel nostro paese, rappresentato dalla scena Rap, Hip Hop, Trap. Aldilà delle caratteristiche di queste espressioni musicali, anche questi generi potrebbero essere inclusi, considerati i temi trattati, per estensione della classificazione, all’interno della scena “cantautorale”.

Qualche previsione per il futuro?

Voglio credere, in primis, che il futuro della musica sia roseo e proficuo e che possa continuare a migliorare; sempre e comunque. Ciò anche in considerazione del livello qualitativo che la nostra musica continua ad offrire, nonostante le difficoltà oggettive di un mercato mediaticamente ancora molto chiuso.
La buona musica c’è e c’è sempre stata; forse bisogna anche saperla un po’ andare a cercare.
Se ci pensiamo, in fondo è sempre stato così: all’epoca del massimo splendore del mercato del vinile, c’era chi comprava a scatola chiusa il nuovo album dell’artista mainstream e chi invece passava ore nel negozio di dischi di fiducia, alla ricerca di nuove proposte, più alternative o non ancora di grande successo.

Cosa pensi del progetto BMA e del suo ruolo come talent scout?

BMA è un’operazione lodevole nel suo intento di dare spazio e voce ai giovani talenti. Ritengo che questo impegno di Fonoprint sia di grande coerenza con il ruolo che quest’Azienda ha giocato nel mondo della musica, non solo del nostro Paese, nel corso dei suoi primi 40 anni di storia. Sostenere la musica e i giovani, vuol dire sostenere la cultura e il futuro della nostra Società.

Cosa deve avere, secondo te, un giovane cantautore oggi per avere successo?

Riuscire ad essere se stesso, esprimendo attraverso la musica le proprie idee, i propri sentimenti, le proprie emozioni. Uno dei fattori che portano al successo un artista, credo che sia proprio il suo essere spontaneo e credibile, quando sul palco interpreta la propria musica.
D’altra parte, se ci pensiamo, è così anche nella vita di tutti i giorni: riusciamo ad essere convincenti e coinvolgenti nel nostro quotidiano, quando facciamo e raccontiamo cose nelle quali noi per primi crediamo.
L’artista deve avere questo elemento primario: crede in quello che rappresenta e in quello che canta, per far si che l’elemento emozionale di una canzone abbia il giusto rilievo e “arrivi” al pubblico. Sono in tanti a poter eseguire una canzone, sono in pochi a poterla interpretare, sapendo trasmetterne le emozioni.
Non è questa, del resto, la differenza tra un esecutore e un interprete?

Chi siamo

Con uno staff altamente qualificato e la disponibilità di due studi di registrazione, due studi di mastering, uno studio di montaggio video/authoring ed un service audio/video recording live, Fonoprint è in grado di supportare integralmente la realizzazione di un progetto audio/video, curandone ogni fase di lavoro con passione ed esperienza.





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