Il "suono caratteristico" di certi dischi è dovuto anche all'utilizzo del nastro analogico.
La registrazione analogica, infatti, introduce una "saturazione", dovuta al supporto magnetico, che produce quella sonorità "calda" e "piena" tipica di tanti album di successo.
La naturale "compressione" del suono del nastro analogico, in particolare per basso e batteria, restituisce quel "punch" che è difficile ritrovare nel dominio digitale.
Nei nostri studi, avendo a disposizione le migliori macchine analogiche, è possibile registrare su nastro e, successivamente, trasferire il contenuto sul ProTools.
Un'altra tecnica consiste nell' usare il registratore in ‘insert’, ossia registrare sul nastro e, contemporaneamente, sul ProTools, prelevando il segnale dalla testina di riproduzione del registratore. In questo caso bisognerà compensare, su ProTools, la latenza così introdotta.
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